Chi siamo

La Residenza di Malnate è una fondazione che si avvia verso i centocinquant’anni di storia, con la cultura e i valori svizzeri del rispetto e l’attenzione per la persona, dell’accoglienza, della capacità di vivere insieme collaborando, per il benessere degli ospiti e per la crescita del territorio.

Oggi La Residenza è diventata un punto di riferimento: associazioni e istituzioni di Malnate e dintorni sanno di poter trovare nella Fondazione un partner affidabile, in uno scambio di esperienze che coinvolge gli ospiti in prima persona, arricchendo le loro giornate e facendoli diventare protagonisti degli eventi che ruotano intorno ad una struttura che non ha dimenticato la propria storia, e proprio per questo riesce a proiettarsi nel futuro.

 

La nostra storia

Iniziò tutto nel 1875 con l’Asilo Evangelico, diventato poco dopo Casa di Cura Evangelica Internazionale grazie alla volontà di alcuni benefattori svizzeri, in una piccola casa vicino Porta Magenta a Milano. E da subito rivelò un carattere moderno ed ecumenico: «Si ammettono ammalati d’ambo i sessi, d’ogni età e di qualunque religione, sino alla completa occupazione dei letti disponibili», diceva il regolamento già ai primi del ‘900.

I grandi cambiamenti del ‘900

Nel 1942 la Casa di Cura è diventata “Ospedale Evengelico Territoriale” e, per evitare le angherie e i soprusi sia da parte fascista che tedesca, il comitato di gestione decide di mettere la clinica sotto la protezione della Confederazione Elvetica, intestando a quest’ultima anche le azioni. Con la protezione garantita dal Consolato Svizzero, a Milano può continuare l’opera di una casa di cura aperta a qualsiasi confessione religiosa e nazionalità, fatto veramente unico testimoniato dall’affluenza straordinaria di persone di tutti i Paesi: Libici, Indiani, Turchi, Egiziani, Iracheni, Libanesi, Siriani e molti altri, tutti indistintamente accolti e curati con amore e professionalità.

Nel frattempo, l’Asilo si arricchisce di un Ricovero dedicato agli anziani. L’idea è di Edvige Vonwiller, e ancora oggi, alla Residenza, è conservato un busto che la ritrae, opera di Paolo Trubetzkoi.

Con il progredire del secondo dopoguerra le esigenze e la realtà cambia attorno all’Asilo Evangelico. Nel 1966 l’Asilo diventa Fondazione, e proprio quell’anno, a Malnate, gli eredi Faré, una famiglia di industriali che era stata attiva nella produzione di pavimenti, erano intenzionati a vendere la loro villa che si trovava ai piedi dell’abitato della frazione di Rovera, in una zona tranquilla dove l’espansione edilizia non era ancora arrivata a far scomparire prati e boschi.

La villa di Malnate

La decisione è presa in fretta, e nel 1967 nei documenti della Fondazione si legge: «Dopo lunghe ricerche e dopo avere scartato molte offerte, l’attenzione si è concentrata su un appezzamento di terreno in Malnate (Varese) di proprietà dei signori Faré» che, dopo un attento esame, presentava diversi vantaggi, tra cui l’essere situato in una «zona salubre, fuori dalla cortina della nebbia», raggiungibile facilmente sia da Varese che da Milano, per non parlare della frontiera svizzera, «a soli 10 km». E poi il parco, «con folta vegetazione di alberi secolari». È così che il 5 giugno 1971 la Residenza viene finalmente inaugurata, segnando il punto di svolta in una storia antica che continua a guardare al futuro.

Cava 2012 – Fondazione la Residenza

 

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